In questo articolo del blog analizzeremo la neuroscienza che studia il modo in cui vengono determinati i ricordi e perché variano.
Si dice che gli esseri umani siano animali smemorati. Alcuni ricordi sono così profondamente radicati nel cervello che non svaniscono mai, mentre altri svaniscono dopo poche ore. Questo è qualcosa che possiamo facilmente constatare nella nostra vita quotidiana. Ad esempio, potresti aver memorizzato qualcosa fino all'ultimo minuto prima di un esame, ma che poi svanisca dalla tua mente non appena ricevi il compito, oppure potresti avere un ricordo banale di anni fa che riaffiora dal nulla. La memoria è imprevedibile e variabile, e questa caratteristica ha un enorme impatto su tutti gli aspetti della vita umana.
Possiamo imparare perché sappiamo ricordare, e possiamo essere umani perché sappiamo imparare. Memoria e apprendimento sono indissolubilmente legati e hanno molto a che fare con la nostra sopravvivenza. Ad esempio, la capacità di ricordare determinati pericoli o le competenze necessarie per sopravvivere è uno strumento importante per la sicurezza della nostra vita. Se chiedete alle persone di pensare specificamente a cosa significhi ricordare, si renderanno conto che non è un compito facile. Qualcuno con un'immaginazione letteraria potrebbe pensare a un cassetto nella propria testa, mentre qualcun altro potrebbe pensare al proprio cervello. Ma al di là di questo, la maggior parte di noi avrà una comprensione limitata dei meccanismi specifici della memoria.
Quindi, cosa permette agli esseri umani di ricordare le cose e perché la durata della memoria varia? Per rispondere a queste domande, dobbiamo prima esaminare l'anatomia del cervello e del sistema nervoso. Prima di addentrarci nei meccanismi dell'apprendimento e della memoria, vale la pena ricordare alcuni semplici concetti di biologia appresi al liceo. Siamo tutti d'accordo sul fatto che i ricordi siano immagazzinati nel cervello. Poiché il cervello fa parte del nostro sistema nervoso centrale, è necessario conoscere il "sistema nervoso". Il sistema nervoso è il sistema del corpo responsabile della ricezione di stimoli interni ed esterni, della trasmissione di segnali, della formulazione di giudizi e della reazione a essi. In questo processo, la memoria elabora e immagazzina le informazioni attraverso il sistema nervoso.
Le cellule unitarie strutturali e funzionali che compongono il sistema nervoso sono chiamate "neuroni", e si potrebbe dire che i segnali viaggiano su strade chiamate neuroni. Nella parte anteriore del neurone si trova il corpo cellulare neuronale, che è coinvolto nel metabolismo del neurone; il corpo cellulare neuronale ha ramificazioni che ricevono i segnali; e nella parte posteriore del neurone sono presenti assoni che si estendono come una coda. Questa struttura consente ai segnali di viaggiare in modo rapido ed efficiente e, di conseguenza, gli esseri umani sono in grado di ricordare e immagazzinare un'ampia varietà di informazioni.
I segnali relativi a uno stimolo viaggiano a cascata, da un neurone all'altro. All'interno di un neurone, i segnali elettrici viaggiano a causa delle differenze nella concentrazione di ioni all'interno e all'esterno del neurone, ma è la trasmissione da neurone a neurone che qui è di interesse. Lo spazio tra l'assone del neurone precedente (il neurone presinaptico) e i rami del neurone successivo (il neurone postsinaptico) è chiamato sinapsi. Il processo di trasmissione a livello della sinapsi è uno dei meccanismi chiave per la formazione della memoria e, se non è efficiente, i ricordi possono rapidamente scomparire o essere distorti.
Lo scienziato che ha scoperto i meccanismi della memoria è Eric Richard Kandel, insignito del Premio Nobel per la Fisiologia o la Medicina per il suo lavoro. La sua ricerca ha dimostrato che la memoria implica molto più della semplice memorizzazione di informazioni. Kandel ha utilizzato un animale con un circuito neurale semplice, la lepre di mare, come cavia per analizzare la biologia molecolare della formazione della memoria. L'esperimento ha mostrato chiaramente la differenza tra la conservazione della memoria a breve termine e quella a lungo termine. Da ciò, Kandel ha capito che l'apprendimento e la memoria possono essere rafforzati attraverso un semplice allenamento ripetitivo.
Riassumendo, la memoria a breve termine è un cambiamento funzionale che comporta il rilascio di sostanze chimiche, mentre la memoria a lungo termine è un cambiamento anatomico in cui la forma della cellula stessa cambia. Possiamo anche osservare che affinché una memoria a breve termine diventi una memoria a lungo termine, lo stesso stimolo deve essere ripetuto, proprio come la coda della lepre di mare è stata stimolata più volte. In altre parole, è stato scientificamente dimostrato che la "ripetizione" funziona. Quando impariamo qualcosa ripetutamente, l'informazione viene immagazzinata nella memoria a lungo termine e conservata a lungo. Questo spiega perché la ripetizione è così importante quando si studia per un esame o si impara una lingua straniera.
Dato che la memoria a lungo termine rafforza il numero e la struttura delle sinapsi, ora possiamo immaginare una rete di neuroni sempre più complessa quando pensiamo al ricordo. Come un albero con rami che si espandono, i nostri ricordi crescono e cambiano costantemente con la ripetizione e la stimolazione. Pertanto, la memoria non è solo un processo di immagazzinamento delle informazioni, ma un fenomeno importante che mostra come le nostre esperienze e conoscenze si evolvono e si rafforzano nel tempo.