La Rivoluzione americana fu il prodotto di un conflitto di classe o il risultato di un consenso nazionale?

Questo articolo del blog esamina le interpretazioni contrastanti della Rivoluzione americana offerte dall'innovazionismo, dalla storiografia del consenso e dalla storiografia della Nuova Sinistra, esplorando come conflitto e consenso operassero simultaneamente.

 

Con l'uscita degli Stati Uniti da una società agricola e la rapida industrializzazione e urbanizzazione alla fine del XIX secolo, diversi conflitti esplosero parallelamente ai cambiamenti strutturali che investirono la società. In questo contesto, emerse la cosiddetta storiografia innovazionista guidata da Turner, caratterizzata dall'identificazione del conflitto come forza motrice fondamentale della storia. Ad esempio, Turner definì la frontiera – uno spazio in cui barbarie e civiltà coesistevano – come la fonte dello sviluppo americano, sottolineando il conflitto tra il Nord industrializzato e il Sud, dominato dall'agricoltura. Un altro storico progressista, Becker, propose una teoria della doppia rivoluzione. Rivelò che la Rivoluzione americana non fu solo una lotta tra le colonie americane e la madrepatria per questioni fiscali, ma anche una lotta di potere tra élite coloniali conservatrici e feudali – come mercanti e proprietari terrieri di classe superiore – e artigiani e braccianti di classe inferiore. Inoltre, la storiografia innovazionista interpretava la Costituzione come il risultato di una battaglia vinta da un gruppo di proprietari mobiliari – composto da finanzieri e mercanti – contro un gruppo di proprietari immobiliari di origine contadina, gravati dai debiti, considerandola un documento antidemocratico. Questa storiografia innovazionista dominò la ricerca storica americana fino agli anni Quaranta.
Tuttavia, dopo la Seconda Guerra Mondiale, l'opinione pubblica conservatrice degli Stati Uniti, dopo aver assistito alla repressione dei diritti umani da parte della Germania nazista e all'espansione del comunismo, iniziò a rivalutare i valori americani criticati dalla storiografia innovazionista: la sacralità della proprietà privata, l'individualismo e il liberalismo economico. Anche il riconoscimento che l'unità nazionale fosse essenziale per preservare l'identità americana all'interno dell'ordine della Guerra Fredda alimentò questo cambiamento. Fu in quest'atmosfera che emerse la Scuola del Consenso, che cercava di comprendere la storia americana attraverso la lente del consenso e della continuità. In contrasto con gli storici progressisti che interpretavano la Rivoluzione americana come una drammatica lotta tra eredi conservatori e classi inferiori, Hofstadter, rappresentante della scuola del consenso, sosteneva che gli americani, uniti dai valori americani come ideologia comune, mantenevano l'omogeneità sociale e riducevano al minimo i conflitti. In definitiva, la scuola del consenso sottolineava che la storia americana dimostrava fondamentalmente continuità, non un'improvvisa rottura o interruzione causata dalla Rivoluzione. In questo contesto, la Rivoluzione americana veniva valutata come un evento piuttosto limitato. Anche Harts concordava con l'osservazione di Tocqueville secondo cui l'America non aveva un passato feudale. Spiegava che coloro che fuggivano dall'oppressione feudale del Vecchio Mondo erano già nati liberi e quindi non avevano bisogno di scatenare una rivoluzione per creare un mondo libero. Mentre storici riformisti come Beard consideravano l'adozione della Costituzione come il prodotto di un conflitto di classe, la Scuola del Consenso poneva maggiore enfasi sul fatto che la Costituzione fosse stata raggiunta attraverso il consenso della classe media. L'attenzione si concentrava sul processo di costruzione del consenso tra i delegati alla Convenzione Costituzionale, piuttosto che sui loro interessi economici individuali. Inoltre, Boorstin integrò questa interpretazione facendo risalire lo spirito americano di generosità e compromesso all'esperienza di frontiera. Pertanto, la storiografia del consenso, che manteneva una posizione critica nei confronti del pensiero riformista pur sottolineando la tradizione liberale americana e il consenso nazionale, dominò la ricerca storica americana negli anni Cinquanta e Sessanta.
Tuttavia, dalla metà degli anni '60 in poi, la società americana entrò in un periodo di grave sconvolgimento ideologico, incarnato dalla guerra del Vietnam e dal movimento per i diritti civili. Questa realtà sollevò interrogativi sull'immagine luminosa del passato e del presente dell'America presentata dalla storiografia consensuale. Di conseguenza, emerse una nuova tendenza che, a differenza della storiografia consensuale ma simile a quella progressista, si concentrava su conflitti e povertà. Questa è chiamata storiografia della Nuova Sinistra. Tra gli storici che guidarono questo movimento ci fu lo storico diplomatico Williams. Laddove la storiografia consensuale considerava i politici prendere le distanze dalle politiche espansionistiche imperialiste dopo la fine del XIX secolo e definiva la guerra ispano-americana del 1898 una "grande aberrazione", Williams criticava il fatto che i politici perseguissero costantemente politiche di espansione all'estero con il pretesto di "aprire le porte" al capitale, sia per oscurare le divisioni interne che per servire gli interessi del capitale. Storici della Nuova Sinistra come Howard Zinn si allinearono alla storiografia progressista, pur sostenendo che la storia deve anche rispondere alle esigenze ideologiche. Tuttavia, a differenza della storiografia progressista, la storia della Nuova Sinistra non ha ridotto la storia alle sole condizioni materiali o al conflitto di classe. Negli studi sulla Rivoluzione americana e sulla Costituzione, molti storici della Nuova Sinistra si sono concentrati non solo sul conflitto tra classi abbienti e classi non abbienti, ma anche sulla storia del popolo e sui rapporti di potere. Emergendo sullo sfondo di diversi movimenti sociali – il movimento per i diritti civili dei neri, i movimenti dei nativi americani, i movimenti femministi e il movimento dei poveri – la storiografia della Nuova Sinistra ha prestato particolare attenzione al ripristino dei ruoli attivi svolti da questi gruppi soggiogati durante la Guerra d'Indipendenza e il processo di redazione della Costituzione. Questo lavoro di ripristino ha rivelato i ruoli di attori multistrato trascurati dalle narrazioni dominanti nello svolgimento della storia americana, diventando un catalizzatore cruciale per comprendere la storia americana come un processo più complesso e sfaccettato.

 

Circa l'autore

scrittore

Sono un "Detective dei Gatti". Aiuto i gatti smarriti a ritrovare le loro famiglie.
Mi ricarico con una tazza di caffè latte, mi piace camminare e viaggiare ed espando i miei pensieri attraverso la scrittura. Osservando il mondo da vicino e seguendo la mia curiosità intellettuale come blogger, spero che le mie parole possano offrire aiuto e conforto agli altri.