Come si distinguono la collusione dura e la collusione morbida e perché richiedono diversi livelli di controllo?

Questo articolo del blog esamina i criteri utilizzati dal Fair Trade Act per distinguere la collusione "hard" da quella "soft", e spiega perché richiedono diversi livelli di controllo per quanto riguarda i loro effetti restrittivi sulla concorrenza. Questo articolo aiuta a comprendere i principi fondamentali della regolamentazione del mercato.

 

La "condotta congiunta sleale" ai sensi del Monopoly Regulation and Fair Trade Act della Repubblica di Corea (di seguito "Fair Trade Act"), comunemente nota come cartelli o collusione, costituisce il comportamento più regolamentato ai sensi del Fair Trade Act. Questo perché quando imprese concorrenti si accordano per aumentare ingiustamente i prezzi anziché competere lealmente su prezzo o qualità, il normale funzionamento del mercato viene compromesso e anche gli interessi dei consumatori vengono gravemente danneggiati. Il quadro normativo per le "pratiche concordate sleali" ai sensi del Fair Trade Act si è storicamente sviluppato principalmente sotto l'influenza del sistema di regolamentazione dei cartelli statunitense.
La dottrina della regolamentazione dei cartelli, elaborata dalla giurisprudenza statunitense, si distingue per il "principio di illegalità per se" e la "rule of reason". La "rule of reason" è un principio che considera illegali di per sé alcune restrizioni transazionali, come gli accordi di fissazione dei prezzi che limitano ingiustamente la concorrenza, senza richiedere un'analisi dettagliata del loro scopo o dei loro effetti economici. Tradizionalmente, la fissazione dei prezzi, la fissazione della produzione, la manipolazione delle gare d'appalto e la ripartizione del mercato sono state riconosciute come condotte tipiche soggette alla "rule of reason". Al contrario, il "principio di ragionevolezza" implica un esame meticoloso sia dello scopo o dell'intento della restrizione transazionale sia dei suoi effetti positivi e negativi sulla concorrenza. Considera quindi in modo esaustivo questi fattori per determinarne l'illegalità caso per caso. Questo "principio di ragionevolezza" è applicabile principalmente ad atti in cui l'illegalità è difficile da determinare esclusivamente sulla base dell'atto stesso, come gli accordi di investimento congiunto o gli accordi di ricerca e sviluppo congiunti.
L'applicazione del "principio di illegalità intrinseca" a un determinato atto consente al governo che applica la legge o al ricorrente, che è la parte lesa dalla restrizione alle transazioni, di evitare di dover dimostrare gli effetti negativi sulla concorrenza o di dimostrare una posizione dominante sul mercato, come la quota di mercato. Ciò consente un notevole risparmio di risorse giudiziarie. Il governo o il ricorrente devono solo dimostrare rigorosamente l'illegalità applicando il "principio di ragionevolezza" alle restanti tipologie di condotta a cui non si applica il "principio di illegalità intrinseca". Questa distinzione dicotomica categorizza chiaramente i metodi per esaminare l'iniquità delle restrizioni alle transazioni, fornendo così criteri chiari per determinare l'illegalità e, in ultima analisi, migliorando l'efficienza e la prevedibilità dell'applicazione della legge.
Il "principio di illegalità intrinseca" si è sviluppato in modo induttivo negli Stati Uniti, che seguono un sistema giurisprudenziale, attraverso il processo di applicazione della legge fondato sul "principio di ragionevolezza" che costituisce la base del giudizio giuridico. Deriva dalla convinzione che sia ragionevole trattare determinati tipi di condotta come intrinsecamente illeciti senza sottoporli a un esame complesso, poiché sono quasi invariabilmente considerati illeciti. Anche se in questo processo esiste la possibilità di errori di giudizio eccezionali, essa è stata considerata sufficientemente tollerabile se confrontata con gli enormi costi dell'analisi individuale di tutte le condotte in base al "principio di ragionevolezza".
Nella Repubblica di Corea, che adotta un sistema giuridico codificato, il Fair Trade Act stabilisce che le imprese non devono concordare (ovvero, adottare "condotte congiunte sleali") determinati atti, come la determinazione, il mantenimento o la modifica dei prezzi, che "restringono ingiustamente la concorrenza" di concerto con altre imprese attraverso contratti, accordi, risoluzioni o qualsiasi altro mezzo. In questo contesto, sorge la questione se, attraverso l'interpretazione delle disposizioni del Fair Trade Act, sia possibile applicare il "principio di illegalità per sé" ad atti specifici – come negli Stati Uniti – per determinarne l'illegalità senza un esame approfondito. Nella prassi giuridica sudcoreana, nel determinare se un atto congiunto da parte di imprese costituisca un "atto congiunto sleale", la restrizione della concorrenza viene valutata individualmente sulla base del requisito legale se "restringa ingiustamente la concorrenza". Questo può essere considerato un metodo interpretativo inevitabile, date le disposizioni strutturali del Fair Trade Act.
Ciò significa che in Corea del Sud non c'è assolutamente spazio per adottare i vantaggi dell'approccio di revisione a doppio binario degli Stati Uniti? La prassi legale sudcoreana distingue anche tra condotte congiunte hard-core, come la fissazione dei prezzi, che chiaramente produce solo effetti restrittivi della concorrenza, e condotte congiunte soft-core, che possono generare contemporaneamente sia effetti di miglioramento dell'efficienza del mercato sia effetti restrittivi della concorrenza. In pratica, il Fair Trade Act tende a valutare la limitazione della concorrenza della collusione hard in modo relativamente semplice, ad esempio attraverso l'analisi delle quote di mercato, mentre richiede un'analisi più complessa per dimostrare rigorosamente gli effetti di limitazione della concorrenza della collusione soft. Questo quadro pratico indica che la Corea del Sud distingue anche tra due tipi di condotte congiunte che richiedono diversi livelli di rigore probatorio, suggerendo che abbia adottato una versione modificata dell'approccio a doppio binario statunitense alla regolamentazione dei cartelli.

 

Circa l'autore

scrittore

Sono un "Detective dei Gatti". Aiuto i gatti smarriti a ritrovare le loro famiglie.
Mi ricarico con una tazza di caffè latte, mi piace camminare e viaggiare ed espando i miei pensieri attraverso la scrittura. Osservando il mondo da vicino e seguendo la mia curiosità intellettuale come blogger, spero che le mie parole possano offrire aiuto e conforto agli altri.