In questo articolo del blog, esploreremo il motivo per cui un hanok appare dritto se visto da lontano, ma mostra pilastri e tetti curvi quando ci si avvicina, esaminando questo fenomeno attraverso illusioni ottiche e tecniche architettoniche tradizionali.
Quando vediamo una donna con una vita sottile, percepiamo la bellezza delle curve. Ciò deriva dall'eleganza e dalla morbidezza che le curve conferiscono, e questo senso estetico si ritrova in diversi contesti: dalle forme naturali e dal corpo umano alle strutture artificiali. Tuttavia, una forma del corpo concava al centro può apparire instabile nel sostenere il corpo. Questo senso di potenziale instabilità può causare disagio psicologico, influenzando in ultima analisi la bellezza percepita della forma. Al contrario, un albero dritto offre sia il fascino estetico di una forma onesta che la stabilità strutturale. Questa logica gioca un ruolo significativo anche in architettura. Una forma robusta e dritta trasmette stabilità, promuovendo fiducia e bellezza visiva.
Questo principio è stato applicato all'architettura dell'hanok, il tradizionale stile di casa coreano. L'hanok incarna la filosofia di vita coreana, che valorizza l'armonia con la natura. Progettato per essere parte integrante della natura piuttosto che un semplice spazio abitativo, i suoi pilastri verticali e i tetti piani garantiscono stabilità strutturale, incarnando al contempo la bellezza visiva di linee rette e angoli retti. Di conseguenza, la maggior parte degli hanok coreani presenta elementi architettonici formali come facciate rettangolari e pilastri distanziati a intervalli regolari. Questa non è solo una considerazione di stabilità esterna, ma anche il risultato della ricerca della bellezza naturale.
Tuttavia, avvicinandosi a un hanok, emerge qualcosa di strano. Pur apparendo rettangolare da lontano, con pilastri verticali di spessore uniforme e un tetto perfettamente orizzontale, uno sguardo più attento rivela che la casa è inaspettatamente piegata o inclinata! Perché l'hanok coreano non è costruito dritto come si potrebbe pensare e perché la sua forma appare distorta da lontano? La risposta sta nelle illusioni ottiche. Un'illusione ottica si riferisce alla percezione della forma di un'immagine o di un oggetto in modo diverso dalla realtà. Sorprendentemente, l'hanok coreano sfrutta deliberatamente questo fenomeno, torcendo intenzionalmente la struttura o utilizzando elementi curvi per farla apparire perfettamente verticale. Questo si chiama correzione ottica.
Ci sono diversi modi in cui percepiamo un hanok distorto. Esistono cioè varie tecniche di correzione ottica che fanno sembrare la casa dritta. La prima e più comune è il "pilastro a botte". Si tratta di una tecnica di correzione ottica applicata all'hanok coreano, e il pilastro ci è più familiare grazie al libro "I pilastri a botte di Muryangsujeon". Una colonna curva presenta il suo terzo inferiore come parte più convessa, il che significa che lo spessore della colonna non è uniforme e l'intera struttura si gonfia verso il centro. Questo perché una colonna di spessore uniforme vista da lontano crea un'illusione ottica in cui il centro appare concavo. Rendendo intenzionalmente convesso il centro, la colonna appare di spessore uniforme e risulta anche strutturalmente più stabile.
Oltre a correggere questa illusione ottica, la colonna curva serve anche ad attirare l'attenzione. Quando si osserva un hanok, lo sguardo converge naturalmente verso il centro della colonna. In questo caso, la curvatura della colonna stabilizza la linea di vista, creando un senso di equilibrio architettonico complessivo. Questo fa sì che l'hanok appaia non semplicemente come una "casa che si erge", ma come una "casa che raggiunge l'armonia".
La prospettiva è anche una causa chiave dell'illusione ottica per cui i bordi della casa appaiono più lontani di quanto non siano in realtà se visti frontalmente. Ad esempio, mentre un hanok appare come un rettangolo preciso se visto dall'alto, visto frontalmente può mostrare una curva convessa al centro o far apparire i pilastri dei bordi ampiamente distanziati nonostante la loro distanza uniforme. La tecnica utilizzata per compensare questo problema si chiama purim. Consiste nell'incassare il centro di ogni angolo visto dall'alto, in modo che quando una persona si trova di fronte alla casa, i bordi appaiano più vicini di quanto non siano in realtà. Questo crea un'illusione ottica: sebbene il centro sia in realtà una curva concava, la casa appare piatta se vista frontalmente.
Inoltre, osservando una fila di pilastri, quelli ai bordi sembrano aperti in alto, il che è anche un'illusione ottica. Nell'hanok, la necessità strutturale impone che i pilastri che sostengono la casa siano eretti verticalmente. Questo allineamento verticale massimizza la forza di compressione e sostiene efficacemente la struttura. Tuttavia, altrettanto cruciale quanto la verticalità dei pilastri è la loro forma. Per ottenere questo risultato, i bordi dei pilastri sono leggermente inclinati verso l'interno, facendoli apparire perfettamente verticali. Questo è chiamato "ogum".
Vista frontalmente, una hanok mostra una bellezza geometrica in cui la grondaia del tetto forma una linea orizzontale perpendicolare ai pilastri verticali. Tuttavia, qui entra in gioco un'illusione ottica. Se la grondaia fosse davvero orizzontale, le estremità apparirebbero più basse dalla parte anteriore, facendo apparire i pilastri di bordo relativamente più corti e creando un'impressione visiva sgradevole. La soluzione sta nell'uso di "joro" (sollevamento della grondaia a entrambe le estremità) e "eoseong" (rendendo i pilastri di bordo più alti di quelli centrali). Questo crea una linea orizzontale visiva che corrisponde ai pilastri verticali sul tetto e amplia anche la vista dall'interno della casa verso l'esterno.
Pertanto, l'hanok coreano trascende la mera bellezza esteriore: ogni elemento che compone la casa è meticolosamente considerato per raggiungere l'armonia. Questa armonia ha un significato filosofico significativo, simboleggiando l'equilibrio non solo nella funzione residenziale della casa, ma anche tra natura e esseri umani, e tra l'architettura e i suoi abitanti.
Si tratta di un metodo che sfrutta un'illusione ottica per far apparire l'hanok perfettamente verticale se visto frontalmente. Naturalmente, il grado di percezione di questa illusione varia da persona a persona, quindi la forma di un hanok visto frontalmente può variare leggermente da individuo a individuo. Tuttavia, esiste un'illusione ottica che la maggior parte delle persone non nota quando guarda una fotografia di un hanok o lo vede di persona frontalmente: il pilastro curvo. L'autore di "Appoggiati ai pilastri curvi di Muryangsujeon" ha osservato facilmente la forma effettiva dei pilastri, rivelando che i pilastri curvi non sembrano avere uno spessore uniforme. Questo è un limite inevitabile dell'architettura hanok, poiché l'illusione richiede uno spazio vuoto tra i pilastri per essere pienamente realizzata. Tuttavia, poiché gli hanok sono principalmente edifici residenziali, sono necessarie pareti tra le colonne. Di conseguenza, non è possibile sperimentare la piena illusione dell'entasi. Ad esempio, i templi greci o romani presentano spazi vuoti tra le colonne; osservare tali strutture può aiutare ad apprezzare l'illusione dell'entasi.
Considerando la stabilità strutturale o l'efficienza del processo di costruzione, costruire verticalmente e orizzontalmente, indipendentemente dall'aspetto, è razionale. Perché gli antenati coreani si sforzavano di correggere questa illusione ottica quando costruivano un hanok? Perché percepivano la casa non semplicemente come uno spazio abitativo, ma come un'opera d'arte. Pertanto, oltre a soddisfare gli elementi strutturali e funzionali dell'hanok, cercavano di realizzare la bellezza visiva. Volevano apprezzare l'aspetto generale della casa completata e cogliere la bellezza insita nella sua forma senza comprometterne le condizioni essenziali. L'emozione che proviamo quando guardiamo un hanok deriva probabilmente dalla dedizione che i nostri antenati hanno riversato nella sua costruzione.
Questa meticolosa considerazione è il motivo per cui l'hanok, in quanto espressione artistica che ricerca l'armonia tra natura e umanità e l'equilibrio tra bellezza e funzionalità, continua a emozionare molte persone ancora oggi, ben oltre il semplice fatto di essere una struttura.